Associare vini a serie televisive è molto comune in America. Ora è il turno di app dedicate.

Questa è una di quelle notizie che verrebbero definite come “l’ultima trovata del marketing” all’americana. In questo caso, un produttore americano di vini ha associato la sua etichetta a un popolare fumetto e gli ha associato anche una app. Ma andiamo per ordine.

Uno dei concetti basilari del marketing è quello di associare una figura o immagine positiva al prodotto che si vuole pubblicizzare. Se un’amata campionessa dello sport pubblicizza un’auto, i connotati positivi da lei impersonati o ispirati (per esempio quelli di una persona vincente), nella nostra mente vengono associati al prodotto pubblicizzato. Questo funziona anche se l’associazione tra prodotto e personaggio è flebile o inesistente.

Seguendo questo concetto, è comune in America trovare vini associati a serie TV o fumetti. Dal Saturday Night Live all’immancabile Game of Thrones, ci sono diverse etichette di vini associate o ispirate da noti show televisivi. Dato che l’esperienza del pubblico in fatto di vini è mediamente limitata, l’associazione con spettacoli televisivi o serie TV contribuisce a rendere un prodotto più familiare agli occhi del consumatore, e quindi contribuisce ad aumentare le vendite.

Con il Vino dei Morti Viventi (the Walking Dead Wine Collection), l’azienda vinicola americana Treasury Wine Estates, in collaborazione il brand vinicolo Lot18 e con il canale televisivo AMC, ha associati alcuni dei suoi vini rossi alla popolare serie televisiva, a sua volta ispirata da un fumetto.

La stessa azienda ha poi collaborato con la Skybound Entertainment, che aveva lanciato l’originale fumetto, per produrre una app associata a due delle etichette. Una volta installata, la app consente di puntare la videocamera del telefono verso l’etichetta e vederla animarsi, con zombie di vario tipo che si rianimano o combattimenti tra umani e zombie al reparto vino del supermercato. Ecco un esempio:

Ora, immagino che per noi italiani è facile storcere il naso di fronte a queste notizie, e a buona ragione. Le caratteristiche importanti, quando si parla di vini, dovrebbero essere ben altre! Il fatto che personaggi di un fumetto siano sull’etichetta, o che un app ci permette di giocare per due minuti con l’etichetta, sono (o dovrebbero essere) totalmente irrilevanti all’esperienza sensoriale o alla qualità del vino.

Di fatto, però, idee di marketing come questa possono essere utili a posizionare dei vini di caratura medio-bassa su un mercato generico. Soprattutto su mercati nascenti di paesi che non sono tradizionali produttori di vini (per esempio le nazioni asiatiche) e il cui pubblico quindi non è necessariamente esperto o conoscitore di vini.

Tra l’altro, per restare sull’esempio americano, the Sopranos Wines, sono un brand di vini associato a una popolare serie televisiva che narra le gesta di una famiglia italiana mafiosa del New Jersey. Il brand distribuisce vini italiani sotto questa etichetta.

Voi cosa ne pensate? Possono operazioni del genere contribuire ad aumentare l’esportazione di vini italiani all’estero su mercati nascenti?